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Le campane di San Cataldo



Categoria: Arte e Cultura, Folklore e Spettacolo
City: CaltanissettaSan Cataldo
Location:Via Rosario

Descrizione

L’odierna città di San Cataldo è di origini relativamente recenti nascendo come baronia nei primi anni del 1600.
Tra i luoghi di interesse che vanno visitati ci sono sicuramente la Chiesa madre e la chiesa del Santissimo Rosario.
Entrambe seicentesche sono accomunate da delle particolarità relative alle loro campane.
Quando venne fondata la chiesa madre, il campanile che tuttora svetta maestoso sulla roccia prospiciente la scalinata laterale della Madrice, fu arricchito di tre campane, di diverse dimensioni, per chiamare il popolo di Dio alle celebrazioni.
Successivamente, in occasione della dedicazione della chiesa madre nel 1739, il numero delle campane nel campanile fu portato da tre a sei.
Quando nel 1887 la campana più grande, dal peso di venticinque quintali, si ruppe fu rifusa con l'aggiunta di un'altra, del pesi di circa cinque quintali, che si era rotta molto tempo prima.
Per il trasporto della nuova campana così ottenuta fu necessaria la costruzione di un carro apposito trainato da buoi e sospinto dalla cittadinanza intera.
La torre campanaria della Chiesa del Ssantissimomo Rosario, venne invece innalzata a cura e spese del Comune a partire dal 1820.
La curiosità di questo campanile è che oltre a battere i quarti, le mezz'ore, e le ore, era fornito di una suoneria ausiliaria, che all'alba svegliava l'operaio che doveva recarsi a lavoro, alle otto del mattino avvertiva gli scolari per andare a scuola, a mezzogiorno segnava l'ora della sospensione del lavoro, a mezzanotte, faceva affrettare il passo ai nottambuli per rincasare. La torre suonava anche il caratteristico fischio dei sancataldesi che dice: "Vacabunnu va a travaglia" e cioè "Vagabondo vai a lavorare".

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