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Parco dei Nebrodi



Categoria: Esperienze nella Natura
City: MessinaLongi
Location:Rocche del Crasto

Descrizione

Il Parco regionale dei Nebrodi è la più grande area naturale protetta della Sicilia.

Il nome stesso della catena montuosa, Nebrodi, deriva dal greco nebros, cerbiatto, data la grande quantità di cerbiatti e daini, ma anche orsi, che popolavano queste zone.
La sua superficie ricade principalmente nel territorio della Città Metropolitana di Messina ma anche in parte in quello di Catania ed Enna.
Il territorio del parco si presenta molto variegato e le sue quote altimetriche, caratterizzate generalmente da una dolcezza dei pendii dovuta ad un suolo formato da rocce argillose, vanno da poche decine di metri sul livello del mare fino ad un massimo dei 1847 metri del Monte Soro. Altri rilievi degni di nota sono la Serra del Re, che tocca i 1754 metri; Pizzo Fau, 1686 metri, e Serra Pignataro, 1661 metri.

In alcune zone del parco però la composizione calcarea del suolo conferisce al paesaggio un aspetto dolomitico, caratterizzato da formazioni aspre ed irregolari. Di questa specie sono, ad esempio, i rilievi delle Rocche del Crasto.

Il parco è diviso in zone che differenziano tra loro per tipologia di restrizioni applicate: questo è dovuto al differente interesse naturalistico di ognuna di queste zone.
La ZONA A, di riserva integrale, tutela le zone boschive a quote più elevate. All' interno di questo territorio crescono gli unici esemplari di tasso (taxus Baccata) presenti in Sicilia. Altre specie vegetali presenti in questa zona sono il faggio e, a quote meno elevate, la quercia da sughero.
Nella ZONA B, di riserva generale, trovano sede soprattutto sugherete.

in queste due zone è consentito l’escursionismo a piedi ed a cavallo ed il traffico motorizzato esclusivamente sulle strade esistenti, l'esercizio del pascolo, il proseguire di attività agricole e selvocolturali preesistenti e di effettuare sul patrimonio edilizio interventi di manutenzione, di restauro e di risanamento conservativo.
Nella ZONA C, di protezione, sono ammesse attività rivolte allo sviluppo del parco quali, ad esempio, la realizzazione di strutture turistico-ricettive e a scopi culturali.
La flora del parco cambia a seconda della quota dei fattori fisici del suolo e, più in generale dalle caratteristiche ambientali.
Alle quote più elevate oltre alle già citate querce da sughero, ai faggi ed i tassi si possono incontrare arbusteti composti da prugnolo, biancospino, rosa canina, meli selvatici, pero mandorlino, mentre alle quote più basse, trovano terreno fertile delle splendide zone di macchia mediterranea comprendenti speci quali, l'erica arborea, la ginestra spinosa, il corbezzolo, il mirto, l'euforbia, il lentisco ed il leccio.

Nonostante i cerbiatti ed i daini che diedero i nomi alla catena montuosa si sono estinti in questa parte d' Italia il Parco dei Nebrodi ospita comunque numerosi piccoli mammiferi, molti rettili ed anfibi e innumerevoli specie di uccelli, nidificanti e di passo.
Di particolare rilevanza, tra i mammiferi, è il suino nero, razza autoctona siciliana di taglia medio-piccola, rustica e longeva, caratterizzata da una buona fertilità e un elevato numero di suinetti portati allo svezzamento, presenta una buona resistenza alle malattie ed è molto resistente alle avversità climatiche. Gli esemplari crescono lentamente e producono carne di riconosciuta qualità. Essendo un animale molto rustico, dotato di muso allungato e arti lunghi che lo rendono un buon pascolatore e camminatore, viene allevato allo stato brado o semi-brado e lasciato libero di vagare per i boschi, cibandosi dei frutti della natura

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